MTM n°17
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 6 - Numero 2 - apr/set 2007
Odontoiatria
 






Anno 6 - Numero 2
apr/set 2007

 

I tessuti umani tollerano facilmente questo metallo, che quindi è adatto per giunti e protesi artificiali impiantabili, nonché, naturalmente, nella realizzazione di strutture per protesi dentarie




Lo Zirconio
Il metallo bio-compatibile


di Ernesto Iusi (odontoiatra), Eugenio Raimondo (odontoiatra), Luigi Biancolella (odontotecnico) e Alberto Villarosa (odontotecnico)

dentiLe sempre più elevate esigenze estetiche, hanno reso necessario lo sviluppo di tecniche protesiche che associassero alle già comprovate caratteristiche fisiche delle tradizionali tecniche metallo-ceramiche, un risultato estetico assolutamente naturale.
Queste nuove esigenze hanno spinto l’industria verso la sperimentazione di nuovi materiali. Attualmente è stato introdotto in campo odontoiatrico un metallo le cui comprovate caratteristiche di biocompatibilità in altri ambiti della medicina ne hanno fatto un materiale di elezione.
Lo zirconio è l’elemento chimico di numero atomico 40. Il suo simbolo è Zr. È un metallo di transizione bianco-grigio, duro, lucente ed eccezionalmente resistente alla corrosione I tessuti umani tollerano facilmente questo metallo, che quindi è adatto per giunti e protesi artificiali impiantabili, nonché, naturalmente, nella realizzazione di strutture per protesi dentarie.
Le tecniche di protesi fissa tradizionale prevedono la riabilitazione di denti gravemente danneggiati o la sostituzione di elementi mancanti con capsule di metallo-ceramica. Si tratta di presidi protesici con una sottostruttura in lega d’oro ricoperta integralmente da ceramica.
La biocompatibilità dell’oro, la perfezione della chiusura marginale e la resistenza a lungo termine ne hanno da sempre fatto una tecnica assolutamente affidabile. Nel tentativo di migliorare le caratteristiche estetiche ed ottiche dei manufatti protesici si è successivamente introdotta la tecnica della capsule in galvano-ceramica. In questo caso la sotto struttura viene ottenuta, con una tecnica speciale, attraverso l’elettrodeposizione di una polvere d’oro.
Questa tecnica permette di ottenere delle cappette molto più sottili [fino a 0,3 mm]di oro giallo migliorando, quindi, la traslucenza della capsula e il suo risultato estetico.
Un’ulteriore evoluzione nello studio dei materiali ha portato oggi all’introduzione di sottostrutture in Ossido di Zirconio materiale completamente bianco, assolutamente biocompatibile ed estremamente resistente. Si è arrivati, quindi, all’introduzione di tecniche assolutamente metal-free con lo sviluppo di capsule prive completamente di componenti metalliche. L’ossido di zirconio permette di ottenere spessori estremamente ridotti delle strutture e questo, unitamente, al suo colore bianco produce un considerevole aumento della traslucenza con risultati estetici straordinari ed assolutamente naturali.
Oltre alle caratteristiche estetiche indiscutibili, l’ossido di zirconio presenta un livello di biocompatibilità estremamente elevato che ne fanno un materiale largamente utilizzato per impianti chirurgici. L’ossido di zirconio, così come la porcellana di copertura utilizzata, non presenta solubilità misurabile o potenziale allergico e non è irritante.

Preparazione dei manconi da riabilitare  sovrastruttura in ossido di zirconio applicata sui monconi  Prova Colore  Capsule in zirconio-porcellana applicate in situ
Struttura in oro ottenuta per elettrodeposizione galvanica  Prova colore  Capsule in galvano-ceramica


I VANTAGGI DELL'UTILIZZO DI QUESTO MATERIALE [OSSIDO DI ZIRCONIO]

Materiale estremamente resistente
Materiale ad elevato livello di biocompatibile per l'essere umano
Non crea bordi neri a livello delle capsule
Materiale al 100% senza metallo
Materiale con elevata traslucenza
Materale con elevata precisione [ca. 20 µm]
Permette qualsiasi tipo di preparazione
Si cementa convenzionalmente con qualsiasi tipo di cemento fosfatico o vetroionomerico permette di riabilitare fino a 14 elementi uniti
Materiale adatto anche per riabilitazioni sugli impianti
Materiale per qualsiasi tipo di restauro.


Per saperne di più

Lo zirconio [dall'arabo zarkûn, a sua volta derivato dal persiano zargûn, "simile all'oro"] fu scoperto nel 1789 da Martin Heinrich Klaproth e isolato nel 1824 da Jons Jakob Berzelius.
I minerali dello zirconio - ovvero lo zircone, la zirconite e lo zaffiro - erano noti nell'antichità e sono menzionati nelle scritture bibliche. Fu però l'analisi di Klaproth di uno zaffiro proveniente da Sri Lanka [allora Ceylon] a rivelare che questo minerale conteneva un elemento ancora sconosciuto, che egli battezzò Zirkonertz.
Il metallo fu isolato in forma impura da Berzelius, che lo preparò scaldando una miscela di potassio e di fluoruro di zirconio e potassio in un tubo di ferro, provocandone la decomposizione. Lo zirconio puro fu ottenuto per la prima volta nel 1914. Lo zirconio non si trova mai in natura come metallo puro: la principale fonte commerciale di zirconio è il minerale di silicato di zirconio, lo zircone [ZrSiO4], che si trova in giacimenti situati in Australia, Brasile, India, Russia e negli Stati Uniti [è estratto come una polvere scura e fuligginosa, o come una sostanza cristallina, di un grigio metallico].

- La ceramica di ossido di zirconio è il nuovo materiale per eccellenza nella realizzazione di ponti e corone
- Lo zirconio, un metallo che associa alla durezza dell'acciaio e alla biocompatibilità del titanio il colore bianco e una trasparenza estremamente simile a quella del tessuto dentale naturale
- In una protesi in ceramica di ossido di zirconio, la resistenza in corrispondenza dei denti laterali contribuisce a sostenere in modo affidabile carichi di masticazione di 8-900 Newton
- Le protesi in ceramica di ossido di zirconio sono biocompatibili. Sono pertanto assolutamente tollerabili, l'ideale per chi soffre di allergie
- Le protesi in ceramica di ossido di zirconio hanno un'elevata stabilità a lungo termine. Sarà così possibile risparmiare denaro evitando inutili trattamenti.