MTM n°19
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 7 - Numero 1 - gen/apr 2008
Odontoiatria
 


D.ssa Tiziana Campanile
D.ssa Tiziana Campanile
Igienista dentale


Anno 7 - Numero 1
gen/apr 2008

 

L’alitosi può essere il sintomo di una patologia da non sottovalutare




L’alitosi un problema sociale

del D.ssa Tiziana Campanile

boccaboccaÈ un problema che affliggeva i nostri antenati e ancora oggi tormenta un italiano su due, creando non pochi problemi relazionali e, in alcuni casi, genera vere e proprie psicosi: l’alitosi, l’emissione di aria maleodorante dalla bocca quando si respira e si parla. Le origini del cattivo odore dell’alito possono essere molteplici e correlabili a diverse condizioni fisiologiche e patologiche, orali e non orali e pur non essendo una malattia, ma un sintomo, l’alitosi non deve essere sottovalutata.
Non va, però, confusa con l’odore fastidioso causato momentaneamente dall’assunzione di alcuni cibi, come l’aglio e la cipolla, l’alcol o alcuni farmaci o da abitudini voluttuarie, come il tabacco. In questi casi, infatti, non ci troviamo di fronte ad un problema di salute. Ciò vale anche per l’alito pesante mattutino, di cui molta gente fa esperienza al risveglio. Infatti, la diminuzione del flusso salivare e l’incremento, durante la notte, della decomposizione dei residui alimentari da parte dei batteri, contribuiscono a generare l’alito pesante, che però scompare subito dopo la colazione o dopo le pratiche di igiene orale. L’alitosi persistente, invece, rispecchia l’aspetto di una qualche patologia.
L’aria emessa dal cavo orale, che costituisce il tratto iniziale dell’apparato respiratorio e digerente, è quindi costituita dall’atmosfera degli spazi orali, oro e naso faringeo, tracheale e polmonare, talvolta con contributo del contenuto aereo esofageo e gastrico in caso di beanza o incontinenza dello sfintere cardiale.
Quindi, le possibili cause di alitosi sono tutte le condizioni e malattie orali, otorinolaringoiatriche, polmonari, gastroesofagee o sistemiche per cui vengono prodotti e immessi nell’aria espirata i cosiddetti composti volatili solforati [o dello zolfo, indicati anche come VSC], quali il metilmercaptano [CH3SH], il solfuro di idrogeno [H2S], il dimetil solfuro [CH3SCH3], l’acido butirrico, la putrescina e la cadaverina, responsabili, appunto, del cattivo odore dell’alito. Studi condotti su campioni di pazienti hanno evidenziato come, in circa il 90% dei casi, l’alitosi abbia origine nel cavo orale dove le strutture responsabili possono essere la lingua [soprattutto se particolarmente fissurata o villosa], le tasche parodontali, le carie profonde, gli spazi interprossimali, le protesi, le tonsille e tutte le nicchie che permettono l’accumulo di microrganismi produttori di zolfo.
A determinarla è infatti, nella maggior parte dei casi, un’eccessiva proliferazione di batteri anaerobi, ovvero microrganismi che possono vivere solo in assenza di ossigeno e la cui azione metabolica provoca la putrefazione delle sostanze organiche contenute nella saliva e nei residui alimentari con conseguente formazione di VSC.
Dunque, in presenza di alitosi MMeeddiicciinnaa ggeenneerraallee causata da problemi orali, il trattamento più efficace è un’accurata igiene orale che preveda, dopo ogni pasto principale [3 volte al giorno], lo spazzolamento dei denti con appropriata tecnica di spazzolamento, dimostrata dall’igienista dentale.
Inoltre, risulta di estrema utilità al fine di ridurre il problema dell’alitosi, la pulizia della lingua eseguita con il comune spazzolino o con strumenti appositamente ideati per lo scopo [“grattalingua”], spazzolando, delicatamente per evitare traumi alla mucosa e minimizzare il riflesso del vomito, una decina di volte da dietro in avanti. Importante è anche l’uso del filo interdentale e, se necessario, il ricorso a sciacqui con specifici collutori.
Ma, se l’alitosi persiste, è indispensabile una visita specialistica per individuare e trattare eventuali carie, parodontiti [piorrea], restauri difettosi o per indagare sul rimanente 10% dei casi, in cui le cause vanno ricercate in problemi di origine gastrointestinale, epatica, delle alte vie respiratorie [sinusite acuta o cronica] o in disordini metabolici di tipo sistemico [come il diabete mellito].


CAUSE ORALI

- scarsa igiene orale
- patina batterica linguale
- gengivite, parodontiti
- cavità cariose non trattate
- protesi non pulite
- restauri ed otturazioni incongrui
- residui di cibo
- xerostomia [secchezza della bocca]
- infezioni orali [candidosi]
- stomatiti ulcerative [afte]
- carcinoma orale

CAUSE NON ORALI

- cibi alitogeni [aglio, cipolla…]
- fumo di tabacco
- bevande alcoliche
- farmaci
- malattie o.r.l. [faringite, sinusite]
- malattie gastroenteriche [sindromi da
   malassorbimento intestinale]
- epatopatie [insufficienza, cirrosi]
- nefropatie con uremia [insufficienza renale]
- trimetilaminuria
- alitofobia