MTM n°21
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 7 - Numero 3 - set/dic 2008
Il Personaggio
 


Nicoletta Alborino
Nicoletta Alborino

Anno 7 - Numero 3
set/dic 2008

 

I soldati sono abituati a subire gravi ferite sul campo di battaglia ma non c'è niente di più devastante della perdita permanente di un braccio: con questo sistema, si riuscirà a dare finalmente sollievo a tutti quei soldati che stanno soffrendo




IL BRACCIO BIONICO COLLEGATO AL CERVELLO
potrebbe arrivare entro il 2009

È allo studio del ministero della Difesa americano il «Revolutionizing Prosthetics Program»
di Nicoletta Alborino

braccio bionicoGli Stati Uniti hanno assemblato una equipe di medici, ingegneri e progettisti per realizzare braccia bioniche capaci di sostituire, in tutto e per tutto, le loro controparti umane. Il progetto “Revolutionizing Prosthetics” è interamente finanziato dal Pentagono, che attraverso l’agenzia speciale DARPA, l’unità scientifica dell’esercito statunitense che negli anni sessanta ha dato vita ad Internet, ha stanziato 65 milioni di dollari: l’obiettivo è restituire una vita normale a tutti i veterani di guerra rimasti mutilati in Iraq. Il progetto «Revolutionizing Prosthetics Program» è condotto da 30 gruppi di ricerca per cui sono già stati spesi più di 30 milioni di dollari. Il primo prototipo di braccio sintetico molto più simile a quello umano dei precedenti è già stato presentato l’anno scorso, ma l’obiettivo del progetto è di fornirne uno quasi perfetto entro il 2009. Gli sforzi principali del consorzio, di cui fa parte anche la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sono in questo momento tesi a riuscire a sfruttare i nervi residui per comandare in maniera sempre più precisa le protesi. Il braccio sarà differente da qualsiasi tipo di protesi artificiale mai realizzata, infatti, i movimenti saranno completamente naturali, liberi, fluidi, poiché l’arto sarà collegato direttamente al cervello del suo utilizzatore. Il braccio sarà innestato direttamente sui centri nervosi del paziente, all’altezza della spalla. Gli impulsi provenienti dal cervello del paziente verranno "captati" ed interpretati da uno speciale microprocessore: amplificati e trasmessi attraverso sottili filamenti metallici che attivano i micromotori all’interno del braccio bionico, simulando le dinamiche del sistema muscolare umano. Equipaggiati con questo dispositivo, i pazienti potranno controllare le braccia bioniche con precisione ed affidabilità. L’equipe garantisce che l’uso della protesi sarà esattamente uguale a quello di un braccio "vero". Gli scienziati prevedono, inoltre, di realizzare anche mani e dita robotiche, così da offrire funzionalità prensili estremamente simili a quelle umane.


ELETTRODI

In questo campo diverse sono le innovazioni allo studio: una di queste sono dei piccoli elettrodi iniettabili, della grandezza di chicchi di riso, che inseriti nei muscoli residui permettono di amplificare i segnali elettrici del cervello e farli arrivare all'arto meccanico. Per coloro che invece non hanno più terminazioni utilizzabili [ad esempio se il braccio è amputato a partire dalla spalla] si stanno studiando elettrodi impiantabili direttamente nel cervello.