MTM n°8 MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 3 - Numero 3/4 - mag/ago 2004
Odontoiatria
 

Gianfranco Mostardi
Gianfranco Mostardi

Anno 3 - Numero 3/4
mag/ago 2004



La terapia intrapresa ha migliorato in modo soddisfacente le problematiche occlusali, funzionali ed estetiche del paziente.



1-2-Foto iniziali del viso
Problematiche ortodontiche in paziente affetto da sindrome di Göldenar: caso clinico
di Gianfranco Mostardi
Odontoiatra Specialista in ortognatodonzia

Servizio “Day Surgery” di odontostomatologia per portatori di handicap e paziente critico, Ospedale «G. Iannelli» Cetraro [Cs] Asl nº1 Responsabile: Dott. Eugenio Raimondo

Durata della Terapia: 3 anni

Il paziente è affetto dalla Sindrome di Goldenar, con evidente interessamento dei distretti maxillo-mandibolari e dei tessuti molli pertinenti. È stato precedentemente sottoposto ad interventi chirurgici ricostruttivi per la correzione delle strutture ipoplasiche del lato sinistro, quali i tessuti molli della guancia, il padiglione auricolare, le struttore orbito-palpebrali.
Alla nostra osservazione clinica è risultato subito evidente la necessità di un intervento ortopedico-funzionale, mirante il più possibile al recupero del deficit di crescita dell’emifaccia sinistra. Il paziente presentava, in particolare, un diminuito sviluppo della branca mandibolare e delle strutture condilari di sinistra, con marcata asimmetria facciale e latero-deviazione scheletrica omolaterale. Inoltre, il paziente presentava una tipologia facciale iperdivergente, con morso aperto scheletrico e dentale, conseguente a pregressa suzione del pollice e deglutizione atipica. Il palato era contratto, di forma ogivale, con morso incrociato laterale sinistro. Da un punto di vista dentale, si evidenziava ancora open-bite anteriore, aumento dell’overjet, nonché una discrepanza dento-basale, predisponente ad una situazione di affollamento dentale. [Foto iniziali 01-06]

3-Laterale destra
4-Frontale
[morso aperto]
5-Laterale Sinistra
6-Marcato overjet anteriore

Il piano di trattamento ha previsto inizialmente la correzione ortopedica del deficit trasversale del mascellare mediante un diastasatore su placca. In tal modo, svincolando l’ingranaggio tra le arcate, è stato possibile ricentrare parzialmente la mandibola, eliminando così la quota di deviazione di carattere posizionale determinata dagli anomali contatti dentali. [Foto intermedie 07-09]
Successivamente è stata eseguita una terapia di tipo funzionale per ovviare alla crescita asimmetrica della mandibola, ricentrando le linee mediane ed agendo soprattutto a livello del condilo sinistro. L’apparecchio utilizzato in questa fase di terapia è l’Afa [Attivatore Funzionale Asimmetrico], utilizzato anche nei casi di microsomia emifacciale, che è per metà Attivatore e per metà Frankel. Nel nostro caso specifico, l’apparecchio si presentava come Attivatore sul lato destro, con un vallo ed un piano di resina con indentazioni, tali da guidare il riposizionamento della mandibola nei tre piani dello spazio. Sul lato sinistro l’apparecchio è un Frankel che, con il caratteristico scudo laterale, elimina la pressione dei tessuti molli della guancia. Infatti questi ultimi, essendo stati ricostruiti e presentando, pertanto, una natura fibrosa ed una minore elasticità, potrebbero costituire un ostacolo alla crescita trasversale del complesso maxillo-mandibolare. Inoltre, sempre sul lato sinistro, l’assenza del piano di resina permette, mediante l’estrusione dentale, di eliminare il morso aperto omolaterale conseguente al riposizionamento mandibolare e di stabilizzare con l’ingranaggio dentale la nuova e corretta posizione assunta dalla mandibola. [Foto intermedie 10-11]

7-8-9- Foto intraorali dopo l’espansione rapida del palato
10-11- Attivatore funzionale asimmetrico [AFA]

L’ultima fase, al termine della permuta, ha previsto l’utillizzo di un’apparecchiatura fissa multibande, con attacchi edgewise standard. In tal modo, malgrado il marcato deficit di crescita iniziale, siamo riusciti a correggere le problematiche relative alla malposizione dentale, ottenendo così un buon allineamento ed un discreto rapporto interocclusale. Quest’ultimo infatti, al termine della terapia fissa, risultava essere ancora penalizzato dall’ipoplasia emimandibolare sinistra. [Foto finali 12-18]. Abbiamo pertanto deciso di ricorrere ad una contenzione attiva, mediante l’utilizzo di un attivatore monoblocco di Andresen, costruito in modo da posizionare il paziente in un corretto rapporto occlusale di prima classe, per sfruttare la crescita residua e ridurre ulteriormente la rimanente quota di asimmetria . [Foto 19-20]

12-13- Foto finale del viso
14- Occlusale superiore
15-Occlusale inferiore
16- Laterale Destra
17- Frontale
18- Laterale Sinistra
19- 20- L’attivatore di Andresen

Archivio fotografico:
Medical Team srl

Conclusioni
La marcata asimmetria legata all’ipoplasia del ramo mandibolare sinistro non ha permesso il raggiungimento di un rapporto interocclusale ideale. Tale asimmetria richiederà un’eventuale correzione chirurgica al termine dello sviluppo. La mancanza di collaborazione da parte del paziente, sia nella fase di terapia funzionale, che nella terapia con apparecchiatura fissa, ha inciso a nostro parere negativamente sul raggiungimento degli obiettivi prefissi e, soprattutto, sulla durata della terapia. La cattiva igiene orale ha determinato la comparsa di gengivite e di demineralizzazioni dello smalto. Tuttavia, riteniamo che la terapia intrapresa sia riuscita a correggere in maniera soddisfacente le problematiche dentali ed occlusali, raggiungendo un buon miglioramento funzionale ed estetico del paziente.