MTM n°9
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 3 - Numero 5 - set/ott 2004
Odontoiatria
 


Prof. Maurizio Ripari
Prof. Maurizio Ripari

Anno 3 - Numero 5
set/ott 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel riconoscimento
e nella diagnosi delle lesioni e delle condizioni precancerose svolge un ruolo fondamentale
l’odontoiatria


Colpisce soggetti di età compresa tra i 50 e i 68 anni con un’incidenza dell’11%.
Circa 10-20% delle
leucoplachie presentano alterazioni che vanno dalla displasia epiteliale
moderata a grave


Lesioni precancerose del cavo orale
del Prof. Maurizio Ripari

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, si è specializzato in Odontostomatologia presso la stessa Università.
Professore ordinario presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, titolare dell’insegnamento biennale di Clinica Odontostomatologica e dell’insegnamento annuale di Patologia Speciale Odontostomatologica presso il Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria. Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Orale presso il suddetto Ateneo.
Ha inoltre incarichi di insegnamento presso la scuola di Specializzazione in Anestesiologia. Dirigente di IIº livello presso il Servizio di Chirurgia Speciale Odontostomatologica dell’Istituto di Clinica Odontoiatrica di Roma. Autore di 140 lavori scientifici su riviste nazionali ed internazionali.
Relatore in congressi nazionali ed internazionali.

Policlinico Universitario Umberto Iº, Istituto di Clinica Odontoiatrica, Viale Regina Margherita, 287A 00161 Roma Telefono 06.77231071

Carcinoma in situ del labbro inferiore
Carcinoma in situ del pavimento orale
Lichen planus atrofico-erosiva mucosa geniena/commessura labiale

Cheilosi solare del labbro inferiore

Carcinoma in situ del labbro inferiore
Carcinoma in situ del pavimento orale
Lichen planus atrofico-erosiva mucosa geniena/commessura labiale
Cheilosi solare del labbro inferiore

Il carcinoma orale in Italia interessa circa 8500 persone l’anno con una mortalità media del 50%. L’età più colpita è quella compresa tra i 40 e i 65 anni. Insorge prevalentemente nei soggetti di sesso maschile anche se il divario tra i due sessi si va riducendo in conseguenza dell’aumento di donne fumatrici verificatosi dagli anni ’60 ad oggi. Nelle statistiche più recenti, a livello mondiale, il rapporto M:F è di 2:1.
Nel nostro Paese, le regioni più colpite sono quelle nord orientali, il carcinoma del labbro invece è prevalente nel meridione.
Le sedi più colpite sono in ordine decrescente: labbro inferiore, margini linguali, pavimento orale, trigono retromolare, palato molle, gengiva, cresta alveolare e mucosa geniena.
Numerosi studi hanno accertato la presenza di vari fattori in grado di favorire in varia misura l’insorgenza del carcinoma orale: è necessario quindi sviluppare programmi di prevenzione per ridurre sensibilmente l’incidenza di questa patologia. In circa il 50% dei casi, infatti, il carcinoma orale insorge su lesioni preesistenti che per questo, sono dette precancerosi. Nel riconoscimento e nella diagnosi delle lesioni e delle condizioni precancerose svolge un ruolo fondamentale l’odontoiatra.
Le lesioni precancerose sono: la leucoplachia-l’eritroplachia e la cheilosi solare.
Sono definiti come tessuti morfologicamente alterati nei quali il cancro si verifica più facilmente rispetto alle controparti apparentemente indenni
La leucoplachia è una macchia o placca biancastra non asportabile che non può essere inquadrata né clinicamente, né sul piano istopatologico in un'altra malattia e non è associata ad alcun agente causale chimico o fisico fatta eccezione per l’uso del tabacco. Colpisce soggetti di età compresa tra i 50 e i 68 anni con un’incidenza dell’11%. Circa il 10-20% delle leucoplachie presentano una serie di alterazioni che vanno dalla displasia epiteliale moderata a grave.
Secondo alcuni AA il termine di displasia grave deve essere considerato sinonimo di «carcinoma in situ» in quanto configura un’alterazione complessa ed a tutto spessore della struttura epiteliale.
Clinicamente le leucoplachie si dividono in omogenee e non omogenee; nelle prime meno pericolose, prevale l’aspetto di ipercheratosi senza soluzioni di continuo o fissurazioni. Tra queste la più frequente è la forma piana, mentre nei soggetti fumatori prevale quella a pietra pomice.
Nelle non omogenee, tutte caratterizzate da elevato potere displastico, la più frequente è la nodulare che insorge in zona retrocommissurale il più delle volte in soggetti fumatori e/o sieropositivi; altamente cancerizzabile, si associa spesso a soprainfezioni da candida. Forma di recente acquisizione è la rara leucoplachia ulcerata, in cui appaiono aree depresse caratterizzate da microinfiltrazioni e sanguinamento che testimoniano l’avvenuto superamento della lamina basale dell’epitelio e, pertanto l’inizio di una diffusione sistemica del processo degenerativo.

L’eritroplachia è una placca rosso brillante che non presenta caratteristiche cliniche o istologiche appartenenti ad altre condizioni patologiche; è rara e si localizza prevalentemente a livello di pavimento orale, lingua, palato molle e mucosa geniena di soggetti anziani, alcolisti e fumatori. Istologicamente nell’80-90% dei casi presenta già una displasia grave od un carcinoma in situ. Clinicamente si manifesta come un’area rossa vellutata a margini indistinti, lievemente depressa rispetto alle strutture circostanti.
La cheilosi solare è una lesione del vermiglio labiale conseguente all’esposizione prolungata ai raggi Uv; caratterizzata da atrofia epiteliale, degenerazione basofila del collagene ed elastosi; mostra vari gradi di atipia cellulare ed intensa attività mitotica.

Le condizioni precancerose definite come stati generalizzati associati ad un elevato rischio di carcinoma orale, hanno invece come denominatore comune la presenza di un’atrofia dell’epitelio orale che diviene più suscettibile ad eventuali agenti cancerogeni. Tra queste la più frequente è il lichen planus nella sua variante atrofico-erosiva che può degenerare in senso neoplastico maligno in percentuali oscillanti tra il 2-6%.

In sostanza nel trattamento e nella gestione delle precancerosi orali vanno osservati pochi principi basilari: ricercare e valutare accuratamente tutte le macchie bianche o rosse della mucosa orale; invitare i pazienti ad abolire l’uso di tabacco e superalcolici; non somministrare farmaci senza aver formulato una diagnosi sicura; sospettare di ogni lesione del cavo orale che non guarisca entro due settimane dall’allontanamento dell’eventuale agente causale.