MTM n°10
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 3 - Numero 6 - nov/dic 2004
Ricerca scientifica
 





Anno 3 - Numero 6
nov/dic 2004



Il Glivec, un farmaco intelligente


NUOVE SPERANZE TERAPEUTICHE NEL GIST
I biologi molecolari rivelano come la cellula tumorale è il risultato di una mutazione genetica che ne altera l’ equilibrio, la fa impazzire e trasforma una cellula sana in una cellula del cancro. Intervenire nel gene mutato è l’ obiettivo più importante della oncologia degli ultimi 20 anni. Si chiama Sti571, nome commerciale Glivec della Novartis il farmaco che secondo gli studiosi lascia molte speranze nel trattamento dei tumori stromali Gist, ed in Italia molti Centri hanno arruolato pazienti in sperimentazione con risultati eccellenti. La particolarità di questo farmaco, diversamente dai comuni farmaci antitumorali, è che invece di distruggere le cellule sane insieme a quelle malate, agisce selettivamente sui meccanismi molecolari che determinano il tumore. Per questo motivo vi sono minori effetti collaterali rispetto ai farmaci del passato.

LA STORIA
Nel gennaio 1999 il Journal of National Cancer Istitute riferisce i risultati di uno studio condotto dal dott. Carlo Gambacorti del Dipartimento di Oncologia Sperimentale dell’Int di Milano sugli animali da esperimento. Da allora vengono avviate le prime sperimentazioni cliniche sui malati di leucemia mieloide, molto diffuso negli adulti, con risultati molto buoni e con esigui effetti collaterali [gonfiore intorno agli occhi e alle caviglie, qualche disturbo intestinale, dolori osteomuscolari e eritema cutaneo]. Solo nel 2% dei soggetti trattati questi disturbi hanno obbligato la sospensione della terapia, negli altri sono scomparsi dopo le prime settimane di trattamento. Nel frattempo il Glivec si è rivelato efficace in altre forme tumorali tra cui appunto i Gist.Una signora finlandese trattata guarì in poche settimane dalla malattia.
INCIDENZA
Benché siano elencati tra i tumori rari la incidenza di questi tumori è superiore forse a quanto si pensasse [un nuovo caso ogni 100.000 abitanti per anno]. Ben affrontabili chirurgicamente quando sono localizzati, al contrario, nelle recidive è problematico. Grazie all’ impiego del Glivec la prognosi è notevolmente migliorata rispetto al passato tanto che la FDA si appresta a registrarlo come farmaco per i tumori stromali dello stomaco.

DATI CLINICI
In uno studio randomizzato di fase II, a 147 pazienti con malattia inoperabile e/o metastatico è stato somministrato Imatinib [Glivec] per via orale, in dosi da 400 o 600 mg al giorno; i pazienti sono stati monitorati dopo il primo mese di trattamento. Con un follow-up medio di 15 mesi, sulla base dei criteri del Southwest Oncology Group , il tasso complessivo di risposte parziali è stato superiore al 60 %. Dopo 15 mesi, in circa il 70 % dei pazienti la terapia è risultata positiva [la malattia non è più progredita, il trattamento non è stato interrotto, non si sono verificati decessi]. In oltre il 60 % dei pazienti, le dimensioni del tumore si sono ridotte di una percentuale variabile tra il 25 ed il 50 % o si è stabilizzato. Solo il 12 % dei pazienti non ha risposto al trattamento.

[Autore: Margaret Von Mehren, Md,
Membro Associato del Fox Chase Cancer Centre di Filadelfia]


GLIVEC VINCE IL PREMIO GALENO
Dopo i riconoscimenti ricevuti in altri 8 Paesi e al Premio Galeno Internazionale, il Farmaco, frutto della ricerca Novartis, mette in bacheca anche il Premio Galeno Italia. Il Prof. Mandelli , ematologo di fama internazionale. Ha definito entusiasmanti i risultati ottenuti nei pazienti affetti da leucemia mieloide trattati con il Glivec già nei primi. Sul farmaco. Conosciamo molti geni responsabili dei tumori dice il Prof. Cognetti, Direttore Scientifico dell’Istituto Regina Elena di Roma, ora la sfida più significativa è quella di svelare il meccanismo con cui questi geni trasformano una cellula normale in neoplastica: a quale livello molecolare corrispondono alterazioni nel Dna che determinano la insorgenza di tumori.