MTM n°10
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 3 - Numero 6 - nov/dic 2004
Ricerca scientifica
 



Dott. C. Casilli
Dott. C. Casilli


Anno 3 - Numero 6
nov/dic 2004



Ipnosi e ipnoterapia come prestazione sanitaria
del dott. C. Casilli [Nella foto] e del dott. E. DEL Castello

IpnosiPer ipnosi si intende sia uno dei possibili stati della mente umana che l’insieme di tecniche per indurre tale stato mediante la comunicazione interpersonale. Durante la trance ipnotica facciamo esperienza di uno stato modificato di coscienza, uno stato che sentiamo essere diverso da quello che riteniamo essere “normale” quando siamo svegli.
In realtà la continuità della coscienza [lo stato che sentiamo quando siamo svegli] è illusoria: durante la giornata siamo costantemente sottoposti a discontinuità, più o meno marcate, durante le quali annulliamo o creiamo, oppure riduciamo o aumentiamo, alcuni “dati” dell’esperienza cosciente. Ad esempio: stiamo guidando la nostra auto su un percorso abituale e all’improvviso ci rendiamo conto di essere arrivati presso lo studio o presso l’ospedale senza essere stati consapevoli del percorso fatto. Spesso viviamo la sensazione che il tempo passi troppo velocemente o troppo lentamente. Altre volte ancora non vediamo una penna, un foglio, uno strumento che abbiamo proprio sotto gli occhi, o non sentiamo la voce di una persona che ci sta parlando; oppure al contrario è possibile “sentire” lo squillo del telefono se aspettiamo una telefonata importante anche se nessuno ci sta chiamando. Un odore o una canzone possono farci “rivivere” un momento passato della nostra vita restituendoci anche le emozioni e le sensazioni vissute. È possibile trovare un livido sul proprio corpo senza sapere dove e come ce lo siamo procurati. L’ipnotismo, che utilizza questa normale e naturale predisposizione alla trance ipnotica, è in questo senso la “via occidentale” per indurre nelle persone, volontariamente e mediante tecniche, una modificazione dello stato di coscienza e quindi per facilitare alcuni cambiamenti funzionali e reversibili nelle aree della memoria, della percezione e dell’azione. L’ipnotismo insegna quindi a capire e gestire i meccanismi psichici mediante i quali, ad esempio, ad un paziente può abbassarsi la soglia del dolore [con conseguente maggiore richiesta di cura e di prestazioni mediche] così come è possibile aiutarlo ad alzarla [fino a raggiungere capacità di analgesia ipnotica], oppure a conoscere i meccanismi che sottendono lo stato di tensione sperimentato durante una procedura medica e quelli che al contrario rendono possibile uno stato di rilassamento. Insegna a comprendere e ad affrontare i motivi per i quali un paziente non segue le prescrizioni mediche e quali siano le tecniche comunicative migliori per assicurarsi una maggiore compliance. Insegna quali siano i meccanismi che sottendono alle aspettative positive o negative [ad esempio rispetto all’efficacia di un farmaco o di una terapia] aiutando quindi a migliorare anche la soddisfazione delle cure oltre che il rapporto con il medico. Insegna quali siano le tecniche comunicative e relazionali più efficaci nell’incontro con il paziente, i familiari, i colleghi.
L’ipnosi è quindi essenzialmente un sapere psicologico le cui applicazioni pratiche vanno oltre il campo, peraltro vasto, della psicoterapia e si situa, in modo trasversale rispetto al sapere medico e medico specialistico, in settori quali la terapia del dolore, l’ostetricia, la dermatologia, l’odontostomatologia, la medicina dello sport. Nonostante questo, l’ipnosi e l’ipnoterapia vengono considerate irrilevanti per lo sviluppo della professione medica. Molti medici, odontoiatri e psicologi sono prigionieri della mitologia dell’ipnosi, e oscillano tra l’immagine dell’ipnosi come trattamento miracoloso [valido per tutti i mali] e l’immagine di tecnica obsoleta e inefficace. Questo retaggio mitologico dell’ipnosi trova un suo ancoraggio nella storia dell’ipnotismo. Si tratta infatti di un metodo di cura adottato da tutti i popoli e in tutti i continenti, e per questo mantiene il suo retaggio magico, sciamanico e pre-scientifico. Nella nostra cultura si è passati dalla tradizione greca e romana [i vari centri di culto di Asclepio, ad esempio] con guarigioni basate su suggestioni di prestigio, alle pratiche di guarigione religiose [ad esempio l’esorcismo], fino alle tecniche di “magnetismo animale” che però sono da considerare un primo tentativo, fatto da Memser nel XVIII° secolo, di riportare nel dominio della ragione e della scienza le tecniche psicologiche [alla sua società scientifica si devono i primi tentativi di affrontare con modalità evidence based la psicoterapia]. Successivamente, attraverso medici e studiosi dello spessore di Braid [medico inglese al quale si deve il termine “ipnosi”], Bernheim, Charcot, Janet, si è arrivati a definire un solido approccio ipnotico [che oggi definiamo “classico”]. L’oblio in cui è caduto l’ipnotismo è durato fino agli anni ’80 del secolo scorso [a parte il suo largo utilizzo come tecnica di intervento rapida ed efficace per affrontare i disturbi post-traumatici dei veterani delle due guerre mondiali e di quella del Vietnam] ed è attribuibile al grande successo ottenuto dalla psicoanalisi di Freud.
Il fiorire dell’interesse per tecniche psicologiche efficaci ed efficienti degli anni ’70-’80, unitamente al più recente interesse per interventi sanitari basati sull’evidenza, hanno riportato l’attenzione del mondo scientifico sull’ipnosi: la “nuova ipnosi”, nata dagli insegnamenti di Milton Erickson -medico psichiatra- è infatti un modello in cui sono possibili studi di efficacia sia come strumento psicoterapeutico e sia come “tecnica psicologica aggiuntiva” al sapere medico.
Èper questo che l’ipnosi è considerata tra le prestazioni mediche [è prevista nel nomenclatore: ipnoterapia e ipnosi per analgesia], il Ministero della Salute riconosce i corsi di aggiornamento su questo tema accreditandoli con punteggio ECM, ed il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ne autorizza i corsi di formazione quadriennali.


Corsi e congressi
Ogni anno vengono organizzati corsi di ipnosi e ipnoterapia aperti a medici, odontoiatri e psicologi sia presso il Centro di Psicologia Clinica -Ipnosi -Psicoterapia Ericksoniana e sia dalle sezioni regionali della Società Italiana di Ipnosi. Per questi corsi viene richiesto il riconoscimento dei crediti ECM. La Società Italiana di Ipnosi organizza congressi nazionali e internazionali e pubblica “Ipnosi. Rivista italiana di ipnosi clinica e sperimentale”. La Scuola Italiana di Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana organizza inoltre un corso quadriennale di formazione, riconosciuto dal MURST, al quale si può accedere con la laurea in medicina e chirurgia o con la laurea in psicologia, oltre che molti workshop internazionali. Per avere maggiori informazioni:
www.centroipnosi.it
www.hypnosis.it
c.casilli@centroipnosi.it
edelcast@tin.it ipnosi@tin.it


Quando ricorrere all'ipnosi
L’Ipnosi è una procedura durante la quale un medico, un odontoiatra o uno psicologo suggerisce che il paziente faccia esperienza di cambiamenti nelle sensazioni, percezioni, pensieri o comportamenti:
1. tali cambiamenti vengono usati dal sanitario nel trattamento psicoterapico per problemi psichici, oltre che nel trattamento del dolore e di molti problemi psicologici;
2. il contesto ipnotico è generalmente stabilito mediante una procedura di induzione che può essere fatta con tecniche dirette o indirette ;
3. le persone rispondono all’Ipnosi in modi diversi. Alcune persone sono altamente responsive nei confronti delle suggestioni ipnotiche e altre sono meno responsive;
4. le persone che sono state ipnotizzate non perdono il controllo sul loro comportamento.


Tecniche di induzione

IpnosiIpnosiContrariamente a quanto si crede l’induzione ipnotica non è uno “perdita di tempo”, spesso caratterizzato da verbalizzazioni lente e ripetitive di sonno o di rilassamento, ma un complesso insieme di manovre e di tecniche comunicative efficaci per “catturare” l’attenzione del soggetto e per dirigerne le associazioni in senso terapeutico.
È importante che il sanitario sappia che ci sono due modalità per lavorare con l’ipnosi: una “formale” in cui l’ipnosi viene esplicitata [ad esempio col paziente sul lettino], e una “conversazionale” e indiretta in cui si usano particolari tecniche linguistiche per facilitare una trance ipnotica o per approfondirne una spontanea già in atto nel paziente. Raramente il medico o l’odontoiatra usano il primo tipo di ipnosi. Per facilitare l’entrata in trance, il sanitario utilizza due canali, quello del rilassamento e quello dello “shock”, presenti nel repertorio neurofisiologico degli individui. Mediante una deprivazione sensoriale [la chiusura degli occhi, le tecniche immaginative, le suggestioni di rilassamento, la catalessia] o un sovraccarico di informazioni [ad esempio mediante specifiche tecniche verbali e non-verbali], l’ipnotista facilita la naturale predisposizione che gli esseri umani hanno di “dissociare” alcuni aspetti della loro vita psichica [ad esempio “limitando” il dolore percepito. Quando si induce in modo formale la trance è sempre bene affrontare le credenze che il soggetto ha sull’ipnosi, e questo vale anche all’interno di corsi di formazione. Ad esempio durante un corso venne spiegato che per un professionista l’approccio migliore per apprendere l’ipnosi è quello di avere un’esperienza personale di trance. Due tra i partecipanti assunsero atteggiamenti diversi: il primo voleva, prima di provarla su di sé, assistere all’induzione dell’altro; l’altro non aveva problemi ad essere il primo a sottoporsi all’ipnosi perché sapeva che il didatta non sarebbe riuscito a ipnotizzarlo a causa della propria “forte” personalità.
A questo proposito bisogna ricordare che la mitologia dell’ipnosi è costantemente tenuta in vita da idee, pregiudizi, convinzioni alimentate da immagini televisive, spettacoli da baraccone; ma anche da informatori più dotti ma ugualmente poco preparati in materia.