MTM n°10
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 3 - Numero 6 - nov/dic 2004
Sociale - Diversamente abili
 


Tiziana Fiore
Tiziana Fiore


Anno 3 - Numero 6
nov/dic 2004

Se mi venisse concessa
la saggezza all’espressa
condizione di tenerla
ben nascosta,
la rifiuterei.
Non è piacevole possedere una buona cosa e non condividerla
con gli altri.
Seneca

 




Un lepidottero e un'anguria: metafora di creatività e imprevedibile emozionalità
di Tiziana Fiore
Psicologa e specialista in psicoterapia familiare

Associazione sociosanitaria Farfalla Blu onlus
Associazione sociosanitaria
Farfalla Blu onlus
Via Tarso, 38
00146 - Roma

E una notte tra tante…mentre la brace arde dal mare si intravede un’ombra che si rotola lungo il bagna asciuga. Non capiamo esattamente cosa sia, qualcuno si alza dal tepore della fiamma e rincorre il movimento di quello strano oggetto, per poi riporlo con noi vicino al fuoco: è un frutto donatoci dal mare, un enorme cocomero durissimo al suo esterno, ma con un cuore tenero dal sapore dolcissimo e dal colore rosso purpureo: lo accettiamo timidamente perché di fatto non capiamo la sua provenienza.
Un'altra esperienza con i ragazzi diversabili si conclude. Dentro di noi il vuoto, il non senso di un mondo competitivo e talvolta crudele dei cosiddetti normodotati. Condividere delle emozioni con le persone diversabili è come respirare dentro ad una “fiaba”.

I nostri amici diversabili cambiano gli individui, i contesti, il mondo da antiche e ancestrali norme. Si presentano con il loro sorriso e ci mettono in discussione: la nostra superbia, il nostro sapere, la nostra onnipotenza, ci fanno comprendere con la loro spensieratezza e la loro gioia che si può vivere in un mondo diverso, fatto di accettazione, disponibilità, e assenza di giudizio. Tutto ciò è troppo difficile per noi “normali”. Siamo troppo impegnati nell’impoverimento delle risorse, nella guerra, nell’inquinamento, ossessionati dall’idea di arricchirci stiamo diventando ciechi di fronte alle ingiustizie, orientati verso la distruzione del nostro pianeta. La normalità oggi è troppo gretta, troppo poco umile per accettare un mondo sfumato dai colori più tenui tipici di una favola la cui storia diventa un’energia emotiva trasformativa capace di cambiare i canoni di questo nostro mondo.
È veramente difficile per noi perfetti e adeguati accettare la reciprocità e la differenza che i diversabili ci propongono, di fronte al limite come si può abbandonare la nostra ambizione, la nostra avidità, la nostra voglia di arrivare per abbandonarci con fiducia a questa grande favola che è la vita?

Durante il corso di molte avventure con i nostri amici, le sorprese non sembrano terminare troviamo un raro lepidottero stanco capace, come l’anguria, di emozionarci: dopo un fase critica in cui sembra stia per morire in preda agli affanni del suo batter d’ali, di fatto scopriamo che sta concedendosi una pausa, un momento di sano riposo dopo il quale, con stupore, meravigliosamente riprenderà a volare.

Come il lepidottero, in un mondo dove i cocomeri e le farfalle appaiono dal nulla per sorprenderci ed estasiarci dinnanzi al miracolo della vita, troviamo anche noi il tempo di una pausa trasformativa che oggi, certamente, ci vede attivamente impegnati verso la realizzazione di un società più umana orientata al limite e al rispetto delle differenze.

L’Associazione
Questo è il nostro modo creativo di raccontarci per esprimere chi siamo e come operiamo. Siamo specialisti di gruppi relazionali e di arte terapia i quali si concludono piacevolmente al mare seguendo la logica dell’inserimento e dell’integrazione. Lavoriamo con le emozioni e attraverso il piacere di stare insieme ci poniamo l’obiettivo di incrementare le risorse individuali, coinvolgendo anche le famiglie dei nostri amici diversabili.
Proponiamo un intervento a tre livelli: a] un gruppo di appartenenza interno, un laboratorio relazionale o di arteterapia, b] un gruppo esterno mediante il quale trasferire agli altri, come un onda emotiva che si propaga, la gioia e il piacere di stare insieme, c] un gruppo di incontro con le famiglie atto a favorire l’autonomia e lo svincolo in un processo circolare di crescita emotiva e integrazione del diversabile.
Il confronto tra le esperienze maturate ci trova in accordo che la libera espressione delle proprie emozioni intese in senso globale è per ogni individuo e quindi anche per le persone diversamente abili estremamente stimolante. L’espressività creativa, l’armonia, l’emozionalità e il piacere che ne consegue, in termini di equilibri energetici, mira a incrementare le risorse individuali, stimola la comunicazione in ogni sua forma espressiva, artistico-corporea, musicale, teatrale, ecc, favorendo il miglioramento dell’autostima in diversi contesti, sia dentro che fuori al gruppo in un processo di benessere e integrazione con l’esterno. Ci occupiamo principalmente del piacere emotivo in termini di energia libidica vitale.
Seguendo questo percorso teorico ed emotivo, legato alla globalità delle nostre esperienze e all’interazione circolare con il mondo dei diversabili, siamo certi che la loro unicità muta i vissuti, le relazioni i contesti, ed è proprio a questo proposito che assieme all’Associazione socio-sanitario-culturale! Ridere per Vivere ! onlus pensiamo che la piena realizzazione del piacere affettivo si esprima necessariamente, anche per i nostri amici, mediante l’accettazione della loro sessualità, un cambiamento culturale, una vera rivoluzione che ci mette in discussione in quanto collettività. La libertà di esprimere questa dimensione del benessere, è per queste persone oggi una rarità, come l’imprevedibile incontro con il lepidottero e l’anguria. Invece di essere considerata parte elettiva delle risorse dei nostri amici, linfa vitale di ogni individuo questo è un piacere a loro negato o spesso taciuto.
Con i dottori clown, che da sempre si occupano del piacere della risata, lanciamo questa sfida ad una società forse ancora impreparata, augurandoci che il dono che quotidianamente ci offrono i nostri amici, e che intimamente noi custodiamo, proprio attraverso questo viaggio emotivo diventi anche un po’ il tesoro di tutti noi per non abbandonare, proprio come a fatica fa lepidottero, il desiderio e la legittima speranza di poter costruire assieme una agorà un pò più umana, tollerante, creativa e rispettosa delle differenze.


Diritti e doveri
Diritto al voto domiciliare


La battaglia sta per essere vinta. E l’oggetto conquistato, paradossalmente, è un diritto. Il diritto di voto, che dovrebbe appartenere ad ogni cittadino. È la legge che lo stabilisce. Si sa, però, che a causa di un buco normativo della nostra legislazione, le persone gravemente ammalate e impossibilitate ad uscire di casa non sono in grado di votare. Al momento sono in vigore delle disposizioni che permettono di far votare gli elettori degenti in ospedale e nelle case di cura, oltre che gli elettori malati ma comunque in grado di recarsi personalmente ai seggi. Il D.P.R. di riferimento è quello dell'8 settembre 2000, nº 299, ma nulla si dice per gli elettori gravemente malati o bloccati in casa. Il Disegno di Legge presentato da Giaretta e sollecitato da un giovane socio dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, recentemente scomparso, Alberto Donà, prevede per questi ultimi la possibilità di votare dalla propria abitazione. La procedura prevista è molto semplice: non più di quindici giorni prima della votazione, i soggetti interessati dovranno fare richiesta di voto domiciliare al proprio sindaco. I Comuni adotteranno tutte le misure necessarie alla pianificazione e all'organizzazione della raccolta del voto a domicilio. Le modalità previste dal disegno di legge non comportano spese aggiuntive rispetto a quelle ordinariamente previste per l'organizzazione e lo svolgimento delle procedure elettorali.

L'Italia riconosca la MCS
Parte dal Lazio la mozione-appello per spostare l’ attenzione su questa "disabilità invisibile"
Un appello della regione Lazio al Ministero della Salute, perchè si faccia carico dell'approfondimento scientifico di una patologia, considerata una "disabilità invisibile", che colpisce nel nostro Paese migliaia di persone, costrette a vivere in condizioni di forte disagio fisico, di difficoltà economiche e di isolamento sociale. Stiamo parlando della MCS, Sensibilità Chimica Multipla, una gravissima sindrome immuno-tossica infiammatoria, alla base di numerose patologie disabilitanti che interessano il sistema nervoso, immunitario, respiratorio e muscolo-scheletrico. Bastano pochi anni perchè i sintomi della MCS diventino cronici. Al contrario di diversi Paesi europei e americani, l’Italia non ha riconosciuto ancora questa entità patologica. Non abbiamo quindi norme di tutela adeguate e definite da linee guida di tipo socio-sanitario, nè centri adeguati per la diagnosi e la cura. Il Consiglio regionale del Lazio chiede un rapido completamento dell'iter per il riconoscimento ufficiale della Sensibilità Chimica Multipla.