MTM n°14
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 5 - Numero 1 - gen/giu 2006
Il caso sociale
 


Vito Scalisi
Vito Scalisi

Anno 5 Numero 1
gen/giu 2006



«MA.NÓ» Social-arte e controinformazione
Cataloghi, mostre, cd autoprodotti: associazionismo creativo e contronotizia a sostegno dei e delle migranti

di Vito Scalisi

bambiniL’arte è in grado di ridonare il giusto senso ad un’esistenza dimenticata e soffocata tra sofferenze e atroci dolori. Una mano tesa verso il disagio, e l’integrazione multirazziale. Questo è quanto ci insegna ogni giorno il grande lavoro e i risultati che ottengono piccole e libere associazioni di volontariato sparse qua e là per il territorio italiano. Amici, coppie, piccoli gruppi di persone stanche di versare euro su conti correnti senza destinatario, che hanno deciso di agire di persona producendo splendidi ritratti da cui ricavare fondi a sostegno di un mondo sommerso. E’ all’interno di questa cornice di volontariato che nasce e si muove l’associazione Ma.Nó. "Una foto che ritrae la mano di un indigeno, - spiega Laura di Ma.Nó - una musica che racconta la storia di un migrante, rivelano agli occhi della società civilizzata, il volto umano troppo spesso dimenticato che questi uomini possiedono". Loro sono un gruppo di ragazzi e ragazze impegnati in attività sociali che sfruttano le multiformi dimensioni dall’arte [mostre fotografiche, cd autoprodotti, video, ecc.] a sostegno di popolazioni indigene e migranti, osservando e seguendo di persona come da una foto possa nascere una scuola o un reale aiuto all’integrazione. Ultimo approdo e l’incontro con il progetto VI.TO. del CIR [Consiglio italiano per i rifugiati onlus] rivolto alle vittime di torture. Un laboratorio in costante evoluzione che si affida alle arti della tessitura per ricomporre il filo di esistenze spezzate. "Da questo incontro è nata anche l’idea- sottolinea Laura - di realizzare un catalogo con tutti i prodotti realizzati da questi splendidi ragazzi che sarà presentato a giugno in occasione della giornata mondiale dei migranti e delle migranti". Il progetto Ma.Nó si fonda sulla convinzione dell’utilità dell’impegno sociale trasparente e diretto. Un’associazione che sfrutta inoltre da sempre tutti i mezzi offerti dalle varie dimensioni artistiche, dalla musica alla fotografia, dall’artigianato alla prosa e al cinema, per offrire sostegno alle popolazioni indigene mondiali. Il curriculum passa attraverso la sensibilità della creazione musicale e fotografica con la realizzazione del cd autoprodotto 40sullerampe, musica prima del sonno e la promozione della Mostra fotografica Rallentando sulle strade tra Brasile e Paraguay il cui ricavato è andato in favore di due piccoli Progetti in Brasile e Paraguay, nella Scuola Vivamazzona, Amazonas e nella Scuola di Nuevo Asentamiento Belén. Ultimo approdo dell’associazione Ma.Nó è l’incontro con il mondo dei migranti e con il progetto VI.TO. calendario[Accoglienza e Cura delle Vittime di Tortura] che si occupa di dare sostegno, attraverso anche l’attivazione di laboratori artigianali, alle vittime di torture. Nascono così il calendario del 2005 dove sono raccolte dodici storie e dodici immagini di migranti e uno splendido catalogo che raccoglie le esperienze di restauro di tappeti di sei ragazzi sotto l’abile guida di Carmen Moreno, professionista nel settore: "Parte dei proventi raccolti con la vendita del calendario - ci spiega Laura - hanno contribuito alla realizzazione del catalogo Trame della memoria, una testimonianza del grande lavoro che si riesce a fare con un piccolo laboratorio di tessitura e restauro e un omaggio alle opere create dai partecipanti in questi anni". Nel catalogo sono anche riportate alcune testimonianze di questi ragazzi: "…Il primo giorno ero triste, - racconta Franck - non sapevo cosa dovevo fare. Al mio arrivo qui, mi sono sentito come un albero in un deserto, senza punti di riferimento, disorientato, ma piano piano ho ritrovato la vita: sfortunatamente ero una persona tormentata e che aveva perso il senso di tutto. Non mi aspettavo di fare una formazione di questo genere, ma è stato il motore di tutto … per me è un miracolo che si è prodotto in me". "Sono tutte piccole iniziative - sottolinea Laura - che puntano a dar voce a chi non ne ha e a testimoniare la bellezza di convivere nella salvaguardia della diversità che è fonte primaria di arricchimento umano e culturale per tutti". Un meticoloso lavoro di restauro collettivo che diventa così magicamente un percorso di riappropriazione di parti preziose del sé e del noi, perse sotto gli efferati colpi della violenza sociale.


Per ricevere informaizoni sull'associazione o sul catalogo «Trame della Memoria»
info: www.associazionemano.it
Ma.no@tele2.it