MTM n°24
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 8 - Numero 3 - ott/dic 2009
Malattie rare
 


Daniela Concolino
Daniela Concolino
Ricercatore della Cattedra di Pediatria Università Magna Graecia di Catanzaro.
Referente del Centro Regionale Malattie Rare Pediatriche Regione Calabria


Anno 8 - Numero 3
ott/dic 2009

 

L'IP deve essere considerata più che una patologia singola, una vera e propria sindrome, intendendo per sindrome una patologia che coinvolge diversi organi o apparati




Incontinentia pigmenti

di Daniela Concolino e G.M. Pascali

L’INCONTINENTIAPIGMENTI o sindrome di Bloch- Sulzberger è una rara malattia genetica descritta per la prima volta da Garrod nel 1906.
Prende il nome di sindrome di Bloch-Sulzberger che rispettivamente nel 1926 e nel 1928 ne descrissero con maggiori particolari le caratteristiche. L’Incontinentia Pigmenti [IP] è una genodermatosi [cioè un disordine genetico che colpisce pelle, capelli, denti e unghie] dovuta ad una anomalia di un singolo gene localizzato sul cromosoma sessuale X, a trasmissione dominante. È una malattia rara, essendo stati riportati circa 700 casi e si manifesta quasi esclusivamente nelle femmine. La mutazione genetica nei maschi è talmente grave che nessuno di essi sopravvive fino alla nascita. Questo accade perché le femmine possiedono due cromosomi X, di cui uno solo è mutato, mentre i maschi, che hanno un solo cromosoma X muoiono prima della nascita, se questo è mutato. Le manifestazioni cliniche e la loro gravità variano da persona a persona. Le lesioni della pelle, prevalentemente al tronco e agli arti, evolvono in 4 stadi: neonati e bambini con Incontinentia Pigmenti spesso presentano sulla pelle macchie simili a tatuaggi, talvolta accompagnate da bolle. Successivamente sviluppano lesioni vescicolose simili a varicella o herpes. Le vescicole possono diventare verrucose fino a cicatrici più o meno estese che tendono poi a regredire spontaneamente con l’età. Le lesioni cutanee, specialmente quelle degli arti inferiori, si dispongono secondo linee verticali. Il nome della malattia deriva dal fatto che osservando la pelle al microscopio la melanina [il pigmento che dà il colore scuro alla pelle] sembra "sfuggire" dallo strato basale dell’epidermide che dovrebbe contenerla. Le macchie possono evolvere fino a fare assumere alla pelle un aspetto striato. Altri possibili sintomi sono disturbi nella prima dentizione, con denti irregolari e distanziati, alopecia [cioè calvizia “a chiazze”], unghie parzialmente sviluppate, difetti visivi permanenti fino alla cecità, infarto e crisi epilettiche.
La più grave complicanza è il ritardo mentale, che si è riscontrato nel 20% dei casi.
L’IP deve quindi essere considerata più che una patologia singola, una vera e propria sindrome, intendendo per sindrome una patologia che coinvolge diversi organi o apparati.
La diagnosi viene effettuata, in genere da un dermatologo, sulla base delle manifestazioni cliniche. Può essere confermata dall’analisi genetica. Si raccomanda di eseguire una biopsia cutanea e di esaminare tutti i parenti di primo grado. Nei pazienti che presentano coinvolgimento del sistema nervoso centrale sarà utile una valutazione neurologica completa e la risonanza magnetica. Per tutti i pazienti dovrà essere intrapresa una valutazione oftalmologica. Non esiste al momento una terapia risolutiva.
È necessario un trattamento odontostomatologico e le convulsioni devono essere trattate con anticonvulsivanti. Oggi la malattia può essere riconosciuta ancor prima della nascita con lo studio molecolare.


NOTIZIE UTILI
CODICE MALATTIA RARA: RN0510


GENETICA

L'Incontinentia Pigmenti è causata da mutazioni di un gene chiamato NEMO [o IKK-gamma], localizzato sul cromosoma X. Il gene codifica per una proteina coinvolta in numerose attività cellulari, il che spiega l'ampia varietà di manifestazioni della patologia. La malattia si trasmette con modalità associata all'X dominante; negli individui di sesso femminile, basta un solo cromosoma X alterato perché la malattia si manifesti. Una donna affetta ha quindi il 50% di probabilità di trasmettere la malattia alle proprie figlie femmine.
In molti casi la malattia si manifesta nelle ragazze come sporadica. Sono stati descritti 2 loci diversi, uno non-familiare [IP1] Xp11.21 e uno familiare [IP2] Xq28.