MTM n°26
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 9 - Numero 1 - set/nov 2010
Cultura - Eventi
 


Olimpia De Caro
Olimpia De Caro


Anno 9 - Numero 2
set/nov 2010

 

Il percorso espositivo è scandito nei seguenti temi: il tempio, il villaggio, jainismo la religione della non violenza




«India - i volti del sacro»
Roma, Museo Nazionale d’Arte Orientale - Giuseppe Tucci Via Merulana 248
Tel. 06 46974801


di Olimpia De Caro

Mahatma GandhiLa realizzazione della mostra India - I volti del sacro, che getta uno sguardo verso un paese per molti versi poco conosciuto, è legata alla recente donazione da parte dell’architetto Giacomo Mutti di una pregevole collezione di arte indiana al Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma.
La collezione, originariamente formata dalle opere che l’architetto aveva ereditato dal padre, il pittore Adolfo Mutti, si è andata arricchendo nel corso degli anni in seguito ai numerosi viaggi effettuati in India dall’architetto Mutti, fino a diventare unica nel suo genere e ricca di bronzi, miniature, oggetti in metallo, disegni, pagine di manoscritti. In tutto 506 opere di straordinario valore e di varietà di tematiche, di soggetti iconografici e di scuole artistiche attraverso cui si legge parte della storia culturale di questo paese tra il XV° e il XX° secolo. Una buona parte della Collezione ha come sfondo il tema religioso: la maggior parte delle opere raffigura, infatti, le divinità del pantheon hindu, assimilati ai culti locali, i miti, i racconti epici, e comprende testi di carattere agiografico, cosmologico, spesso legati alla pratica ascetica. La raccolta può essere suddivisa in tre nuclei principali: uno dedicato all’arte popolare, in alcuni casi propriamente tribale, costituita essenzialmente da bronzi e anche dipinti che si rifanno ai soggetti classici e ai miti tipici della tradizione epica, un secondo nucleo formato prevalentemente da opere pittoriche, per la maggior parte miniature celebrative che rappresentano scene di carattere religioso o secolare e anche disegni preparatori di grande raffinatezza e un terzo formato da una raccolta di arte jaina comprendente pagine di manoscritti di carattere agiografico e di rare opere di argomento cosmologico e astrologico. Il percorso espositivo è scandito nei seguenti temi: il tempio, il villaggio, jainismo: religione della non violenza. Nella prima sezione si propone un percorso templare dedicato alla religiosità indù e alle sue divinità Shiva, Vishnù e la Devi. Nella seconda sono ripresi i temi della sezione precedente legati alla divinità e alla religiosità rivissuti nell’arte tipica del villaggio e selezionati secondo un taglio etno-antropologico, con l’esposizione anche di opere più specificatamente tribali.
Ranahpur tempio jainista di AdinathLa terza sezione della mostra è dedicata allo Jainismo, la religione della non violenza che tanto influenzò il pensiero del Mahatma Gandhi. Anche in questo ambito opere di carattere colto e altri dipinti di gusto più divulgativo e popolare sono esposti gli uni accanto agli altri a testimoniare la diversità e la varietà della cultura indiana. L’ambiente di riferimento si evidenzia in ogni sezione, che è corredata da utili supporti didattici costituiti da pannelli bilingue italiano-inglese e da ingrandimenti fotografici che consentono una contestualizzazione degli oggetti con il commento di un sottofondo musicale che riproduce le sonorità caratteristiche dell’India.
La mostra, che resterà aperta fino all’ 11 gennaio 2011, permette di ammirare delle opere che non è facile vedere esposte in Italia proponendosi come una occasione importante per aprire l’orizzonte su una cultura variegata e complessa attraverso un confronto tra opere di provenienza colta e oggetti della vita quotidiana, non trascurando di affrontare anche temi di grande attualità dalla cosmologia alla scrittura dal vegetarienesimo alla non-violenza.