MTM n° 2

 

MEDICAL TEAM MAGAZINE - Anno 1 - Numero 2 - nov/dic 2002

 


La medicina alternativa
 


Heide De Togni
Heide De Togni
Dottore in chimica
e tecnologie farmaceutiche


Saccharomyces boulardii: un alleato durante le terapie antibiotiche
di Heide De Togni

Fondamentale è mantenere l’eubiosi intestinale

L’intestino è stato definito provocatoriamente il nostro «cervello inferiore»: attraverso la digestione degli alimenti assimila le sostanze nutritive indispensabili alla vita ed elimina ciò che non viene utilizzato. In condizioni ottimali ha la capacità di favorire il ricambio e la rigenerazione necessaria al mantenimento della salute e dell’equilibrio dell’organismo.
Savage, nel 1977 ha affermato che «il nostro benessere corrisponde ad un equilibrio dinamico esistente tra l’intero organismo, la sua alimentazione e la popolazione di microrganismi di origine batterica e non batterica che convivono in simbiosi con l’organismo stesso e che ne colonizzano le pareti intestinali».
Per questo motivo è fondamentale mantenere l’eubiosi intestinale, sopratutto durante terapie farmacologiche e antibiotiche; la ricerca scientifica ha individuato nei probiotici l’unico strumento valido per salvaguardare la microflora del nostro paziente.
Tra i ceppi utilizzati S.Boulardii riveste un ruolo unico: è un microrganismo saprofita, produttore di acido lattico e resistente agli antibiotici, essendo di origine non batterica; stimola la produzione di anticorpi e quindi aumenta le difese dell’organismo contro le infezioni microbiche.
S.Boulardii è in grado di contrastare la disbiosi durante le terapie antibiotiche in cui la flora batterica viene distrutta. La sua azione è utile nelle diarree di diversa origine, sia batteriche che virali.
Sono definiti probiotici gli integratori dietetici in capsule a base di microrganismi liofilizzati di origine batterica e non batterica, capaci di riequilibrare la microflora intestinale.
Per apportare beneficio devono essere in grado di superare la barriera acida dello stomaco senza subire danni e raggiungere intatti la parete intestinale, avere l’affinità ai ceppi presenti nell’intestino, una buona concentrazione in cellule vive per capsula, la garanzia di stabilità nel tempo, e non devono contenere né lattosio né glutine per i pazienti intolleranti.