MTM n°3

 

MEDICAL TEAM MAGAZINE - Anno 2 - Numero 1 - gen/feb 2003

 


Allergie
 


Dott. Eugenio Raimondo
Dott. Eugenio Raimondo
Direttore scientifico e
responsabile editoriale.


Dott. Franco Ceccherini
Dott. Franco Ceccherini.
È responsabile della Sezione
di Broncopneumologia e
Allergologia della
Data Medica di Roma.


A proposito delle patologie allergiche
di Eugenio Raimondo

Cause della diffusione, manifestazioni cliniche, possibilità terapeutiche
nelle parole del
Dott. Franco Ceccherini
ACARO (DF) - ACARO (DPT) -  OLIVO - PARIETARIA
ASPERGILLUS O.  - TYROPAGUS - MAZZOLINA (GRAMINACEE)
ACARO (DF)
ACARO (DPT)
OLIVO
PARIETARIA
ASPERGILLUS O.
TYROPAGUS
MAZZOLINA (GRAMINACEE)

Allergologia è una parola che è ormai sulla bocca di tutti: le allergie, infatti, sono diventate de factu un problema sociale, perché con il passare degli anni hanno interessato una fetta sempre più consistente della popolazione italiana. Per saperne di più abbiamo incontrato il Dr. Franco Ceccherini e, approfittando della sua vasta esperienza nel campo allergologico, gli abbiamo rivolto alcune domande.

Qual’è lo stato attuale delle malattie allergologiche?

È radicalmente cambiato, tutte le patologie allergologiche sono diventate più marcate e più presenti sul territorio; ciò è dovuto in massima parte all’inquinamento atmosferico ed ambientale in genere. Queste patologie colpiscono prevalentemente i bambini che vivono nei grossi centri urbani. Non si tratta di malattie ereditane in senso stretto, ma si nota una certa familiarità, nel senso che da madre e/o padre allergici ci aspettiamo circa il 50% di figli allergici.
Aggiungiamo che non c’è relazione fra familiarità respiratoria e alimentare, nel senso che chi soffre di una di queste malattie raramente si ammala anche dell’altra.
Esiste una certa labilità bronchiale nell’allergico per cui la mucosa bronchiale è sicuramente iperreattiva e un insulto batterico provoca in questi soggetti una patologia più manifesta rispetto a chi non soffre di problemi allergologici.
Lei cosa consiglierebbe ad un medico generico che ha dei pazienti potenzialmente allergici per familiarità?
La prevenzione è fondamentale, per cui di fronte a fondate probabilità che un soggetto sia allergico, il collega deve consigliare lo specialista: prima si interviene, migliori saranno i risultati. Quindi lo specialista dovrà procedere alle indagini: il Pricktest che, come serie generica, è il test di elezione, poi eventualmente i Rast specifici, che sono esami radio-immunologici e vanno eseguiti solo nei casi dubbi. Dopo il Prick Test prescrivo, in caso di positività, la terapia iposensibilizzante specifica, impropriamente chiamata vaccino. Io utilizzo i vaccini della Sarm con la quale collaboro da circa venti anni. Si tratta di terapie lunghe che durano circa tre anni.
Da poco tempo sono in commercio dei farmaci che prevedono due/tre iniezioni l’anno, una prima della primavera e una prima dell’autunno.
La terapia è sempre specifica?
Le terapie classiche si basavano sulla iniezione dello stesso allergene che provocava l’allergia del paziente. L’innovazione consiste nel fatto che è stata superata la specificità per ottenere una terapia antiallergica generale, che vada a stimolare il sistema immunitario nel senso lato del termine e possa andare bene sia per l’allergia da pollini sia per quella da acari, muffe e derivati epidermici.
Oltre al vaccino come vengono trattati i pazienti affetti da allergia stagionale e quelli affetti da allergia perenne?
Per l’allergia primaverile circa 30-40 giorni prima della fioritura prescrivo farmaci antiallergici, che però notoriamente danno sonnolenza.
Per le allergie perenni, come l’allergopatia da acari, il provvedimento fondamentale è la bonifica ambientale, nel senso che l’ambiente di lavoro, la propria casa, ma soprattutto la camera da letto deve essere priva di moquette, tappeti, scendiletto, carta da parati, libri ed avere materassi antiallergici.
In un paziente allergico agli acari, per esempio, che soffre di bronchiti frequenti è giusto associare vaccini aspecifici?
Questo tipo di vaccini trovano più giusta applicazione nelle patologie endo-polmonari aspecifiche cioè non allergiche e nei soggetti che vanno incontro a patologie bronchiali di tipo infettivo. Nel paziente allergico che fa già un vaccino però, ci sarebbe un sovraccarico.
Nei bambini asmatici molti colleghi prescrivono: Clenil, Broncovaleas e Atem. Cosa ne pensa?
Penso che i cortisonici meritano una particolare attenzione perché alla lunga danno effetti collaterali di non poco conto e vanno somministrati nei casi di vera necessità. Il cortisone è un presidio insostituibile nei casi di chiara allergia, ma bisogna andar cauti quando la malattia è solo infettiva.
Nei pazienti che risultano positivi a più allergeni come ci si comporta nella richiesta del vaccino?
Il paziente che presenta solo una sintomatologia stagionale e una multi-positività anche per acari, linfociti o per quant’altro, ma non ha sintomatologia perenne, allora la richiesta per la terapia iposensibilizzante si deve rivolgere esclusivamente al polline. Nella composizione del vaccino gli allergeni non devono essere molti: 4/5 allergeni per una buona terapia bastano.
Quanto costano queste terapie?
I costi sono alti e non sono coperti dal SSN. In caso di necessità e di mancanza di mezzi il giudice può disporre che i costi siano a carico della ASL.

Dott. Franco Ceccherini

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