MTM n°5
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 2 - Numero 3/4 - mag/ago 2003

Il legale - Diversamente abili
 


Alessandra Malito
Alessandra Malito


Dott. Nino Marazzita
Dott. Nino Marazzita.
Noto penalista,
ha partecipato
a molti dei processi
rilevanti della storia
giudiziaria italiana
(Pier Paolo Pasolini,
Aldo Moro,
Pietro Pacciani…).

 

 

 


Federalismo sociale
Costituzione italiana e disabilità nell’intervista all’Avvocato Nino Marazzita
di Alessandra Malito

«Pari diritti per pari opportunità», questo principio in che misura è applicabile all’universo dei diversamente abili?
Questo principio ha una portata ed un’applicazione generalizzata poiché trova espressione, anzitutto, nel dettato dell’art. 3 della Costituzione.
Lo Stato, e di conseguenza il diritto pubblico, deve tendere, in quest’ottica, all’eliminazione di tutte le disuguaglianze di fatto ed alla tutela di coloro che sono affetti da minorazioni psico-fisiche, sensoriali od intellettive.

L’attuale formulazione del diritto italiano riesce a garantire il rispetto degli interessi e necessità dei portatori di handicap?
Il diritto italiano, a partire dagli anni settanta, riesce a garantire, seppur non integralmente, il mondo dei disabili. Tali finalità hanno trovato la loro maggiore espressione nell’integrazione dei soggetti non abili nel mondo del lavoro, attraverso la predisposizione di specifici servizi di sostegno e di collocamento obbligatorio e mirato [Cfr. legge 68/1999]. Correttamente lo Stato italiano, nel pieno rispetto della democrazia e dell’uguaglianza, ha creato una serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone disabili e di inserirle all’interno delle imprese pubbliche e private.

Quali dovrebbero essere, secondo Lei, in due punti le basi fondanti del diritto di una società con una corretta impostazione del concetto di “integrazione”?
Credo che i disabili non vengano tutelati a sufficienza nella quotidianità; ciò dipende sia dall’inefficienza in tal senso dello Stato, che dall’ignoranza e dai falsi valori che caratterizzano la nostra società, piena com’è delle sue contraddizioni e dei suoi stereotipi. Nulla purtroppo potrà modificare la mentalità sommaria e retriva di alcune persone; lo Stato invece, mediante un maggiore “federalismo sociale” dovrebbe promuovere, e perseguire, l’accordo tra regioni, o meglio tra province e comuni, ed i servizi sanitari, educativi, formativi ed infrastrutturali del territorio, al fine di programmare e di raggiungere la piena parità sociale e l’integrazione dei disabili.