MTM n°6
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 2 - Numero 5/6 - set/dic 2003

Cinema e musica
 


Vito Scalisi
Vito Scalisi


Antonio De Curtis in arte «Totò»La banda degli onesti
Intervista a Giuseppe Bassi
di Vito Scalisi

Antonio De Curtis in arte «Totò»Contrabbassista-compositore. Giuseppe Bassi riunisce il gruppo La Banda degli Onesti composto da 4 accreditati musicisti di Jazz: Giuseppe Bassi, Ettore Carucci, Guido Di Leone e Enzo Lanzo. Il quartetto incide il disco Totò Jazz che presenta in concerto in tutta Italia ed all’estero.
Chi non conosce Totò? Anche i più piccoli hanno sentito e visto questo personaggio. D’accordo, ma quale affinità allora tra Totò e il jazz? Certo, lui non ci avrà mai pensato ma forse oggi gli piacerebbe ascoltare la sua musica su un disco o in un concerto di jazz. Oltretutto, lamentava simpaticamente che la sua musica veniva diffusa solo «alle quattro dopo mezzanotte, per i camionisti e per quelli che soffrono di insonnia». Eppure proprio nella musica composta da Totò si può ben capire chi fosse Antonio De Curtis.
In cosa consiste l’attualità delle musiche e dei testi del comico napoletano?
L’attualità credo sia nella riscoperta della poeticità delle stesse. L’interpretazione jazzistica di ha così ridonato il giusto valore poetico a musiche che negli ultimi anni, per colpa di cattive e non rispettose interpretazioni, avevano perso il vero spessore artistico.
Come si associa il Jazz con la comicità improvvisata di Totò?
Totò veniva dalla commedia dell’arte come il jazzista viene da anni di esperienza improvvisativa sugli standard, inventava al momento ma coscientemente basandosi sulla sua profonda esperienza teatrale. Il jazzista improvvisa sulla base di una conoscenza tecnica dello strumento che impiega. Sono due mondi affini.
Qual è l’aspetto terapeutico che è capace di infondere il jazz?
Quando si riesce ad incarnare l’andamento ritmico di un bel piatto della batteria che scandisce lo swing, si prova un godimento interiore autentico. Il jazz può guarire dall’indifferenza nei confronti della musica. Una freddezza indotta dai media e dalle solite canzoni scopiazzate.
http://www.totò jazz.com
http://www.giuseppebassi.com


Emiliano Monaco
Emiliano Monaco

CinemaJulianne Moore attrice fotomodella

SAFE [1995] di Todd Haynes con J. Moore
IN FUGA DALLA METROPOLI TRA FRUSTRAZIONE E IPOCONDRIA

di Emiliano Monaco Storico del cinema

Julianne Moore attrice fotomodellaTerzo film nella carriera di Todd Haynes [Lontano dal Paradiso, 2003], Safe [1995] racconta la storia di una ricca casalinga della Silicon Valley, Carol White [J.Moore- nella foto] che lentamente diventa intollerante ad ogni forma di vita urbana. All’inizio indifferente alle sue lezioni di aerobica, al coito a senso unico del marito, agli incontri con le sue amiche, il suo comportamento passivo diventerà vera e propria ipocondria nei confronti del mondo esterno. Il film ci racconta l’evoluzione della malattia di Carol attraverso situazioni apparentemente slegate tra loro. Separazione e impermeabilità che vengono espresse nell’attenzione riposta: nei colori del film, netti e staccati l’uno dall’altro; negli ambienti del film [arredamento asettico]; nelle inquadrature in cui vediamo J.Moore sempre lontana, tra oggetti che ci coprono la visuale e nascondono i suoi gesti; nella attenzione dei dettagli che mantiene separate le esperienze all’interno della mente della protagonista. Carol visiterà medici che non le riscontreranno alcun malfunzionamento fisico. Spinta a visitare uno psichiatra, preferirà piuttosto recarsi in una comunità nel mezzo del deserto americano, dove cercherà di stare il più lontano possibile da ogni forma di inquinamento ambientale. Con questo soggiorno, Carol [ri]scoprirà il rapporto con gli altri esseri umani di ogni cultura.
Un viaggio nel silenzio, nell’isolamento individuale grazie al quale torna in primo piano il corpo che, purificata la mente, ritrova le sue necessità lontane dalle violenze imposte dai ritmi, dai suoni, dagli odori, dai colori della città.