MTM n°6
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 2 - Numero 5/6 - set/dic 2003

Speciale inquinamento globale - Alimentazione naturale
 


Vito Scalisi
Vito Scalisi


Slowfood: antropologia ambientale
di Vito Scalisi

Vice Presidente internazionale Giacomo MojoliIntervista al Vice Presidente internazionale Giacomo Mojoli

Come si associa il concetto di “lentezza”, proprio del movimento Slow Food, con le scelte alimentari quotidiane?
Bisogna precisare che Slow Food, invitando tutti a rallentare non intende "solamente" riferirsi alla sfera dell’ alimentazione. La contrapposizione non è tanto tra slow e fast, ma piuttosto fra attenzione e distrazione. La lentezza, più che con la durata, ha a che vedere con la capacità di distinguere e di valutare, fino alla completa acquisizione di autonome capacità critiche; la lentezza aiuta a coltivare saggiamente il piacere anche attraverso il gusto, compreso quello alimentare. Bisogna quindi sapersi guardare attorno con più interesse, e, a differenza di quanto oggi sovente accade nelle scelte alimentari quotidiane, imparare a cogliere i dettagli, dedicando più attenzione alla cura di se stessi e degli altri, anche a tavola.
Lo studio delle modalità di interazione di una società con la propria alimentazione, può rivelarsi indicatore di un atteggiamento sociale di più alto valore esistenziale?
Certamente si. Non dimentichiamo che l’ alimentazione, la cucina, come il linguaggio, contiene e manifesta la cultura di coloro che la praticano. Nel modello di alimentazione si trovano le tradizioni e l’identità di un gruppo, di un popolo. Il cibo, più ancora che la parola, può svolgere un’azione di mediazione fra culture differenti innalzando il valore esistenziale delle relazioni. Sempre di più possiamo parlare di antropologia dell’alimentazione.
Può in qualche misura questo atteggiamento inserirsi, come fattore condizionante, nella misteriosa dicotomia felicità/depressione?
Un’alimentazione equilibrata, variata, consapevole e di buona qualità non vi è dubbio che contribuisca a innalzare il livello del "buon umore". Non si tratta "solo" di una questione materiale ma della soddisfazione di divertirsi a cucinare una pietanza particolare e, perchè no, di aver goduto di una buona compagnia e di un pasto vissuto convivialmente.
Quali sono le cause, secondo Lei, che stanno alla base di un mutato interesse nei confronti dell’alimentazione, capaci persino di annientarne il valore simbolico e conviviale che essa aveva preservato nel corso dei secoli?
La vita frenetica, le mutate condizioni sociali e di lavoro hanno effettivamente modificato gli stili alimentari. Oggi però si avvertono segnali dove è possibile cogliere la tendenza che il cibo, l’alimentazione, rappresentano una parte importante per misurare il livello della nostra qualità della vita. In tutti i sensi: da quello squisitamente qualitativo a quello storico, economico, culturale.

Slow Food Roma
Via Ostiense 109 /Bis [Ex Mercati Generali]
00154 Roma
Tel. 065780954



«Voi comprate un buon caffè e io posso mandare a scuola i miei figli»

Forse è questa la migliore definizione del commercio equo e solidale, data da un coltivatore di caffè in Nicaragua durante una sua visita in Italia.
Una definizione che riassume il rapporto che si instaura tra i diversi attori coinvolti nel commercio equo e solidale. Ad una giusta retribuzione del lavoro corrisponde un prodotto ad alta qualità, di alta dignità, pulito sia dal punto di vista ambientale, che sociale. Una qualità che non si esaurisce dunque nelle garanzie dovute ad un accurato ciclo produttivo, ma che tiene inoltre conto delle esigenze delle comunità, dei loro bisogni. Basta ricordarsi che poco più del 20% della popolazione mondiale consuma l’80% delle risorse, che in India l’86% della popolazione guadagna meno di 2 dollari al giorno, mentre in Indonesia tale percentuale è del 66,1% [Fonte: World Bank]. Per questo le organizzazioni di commercio equo, sia al Nord che al Sud del mondo, vogliono arrivare ad influenzare i meccanismi stessi del mercato che risultano essere la maggior causa di povertà per centinaia di milioni di persone
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RICETTE
Parfait di zabaione con croccantino
di pinoli e salsa al caramello

ingredienti per 4 persone:
15 uova
100 gr. di zucchero
100 gr. pinoli
1 l. panna, marsala
Cuocere in una padellina, 100 gr. di zucchero fino a che non sia caramellato; aggiungere i pinoli, stenderlo su carta forno e, una volta freddato, passarlo in congelatore. Montare i tuorli fino a quando il composto diventi spumoso e chiaro, aggiungendo lentamente il marsala. Montare la panna ben fredda.
Passare al mixer il croccantino riducendolo in piccoli pezzi. In un contenitore capiente inglobare la panna allo zabaione aggiungendo il croccantino.
Versare il tutto negli stampini e passare in congelatore.

[A cura di Fabio Bassan,
fondatore del ristorante Arancia Blu]