MTM n°6
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 2 - Numero 5/6 - set/dic 2003

Speciale inquinamento globale - Omeopatia
 

 

 

Per informazioni
e iscrizioni ai Corsi:
S.i.m.o.h. Segreteria Didattica
Via Giovanni Miani,
8-00154 Roma
Tel. 06.5747841
Fax 06.57288203
e.mail: info@omeopatiasimoh.net
Sito Web: ww.omeopatiasimoh.net


L’omeopatia Hahnemanniana: medicina della persona
del Dott. Prof. Antonio Negro

Dio Creò l’uomo a sua immagine e somiglianza Similia similibus curentur

Antonio Negro, Assistente per oltre 20 anni del Prof. Nicola Pende presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università
La Sapienza di Roma, è il decano dei medici omeopatici italiani.
A lui si deve l’istituzione in Italia, nel 1947 del primo Corso Triennale di Medicina Omeopatica Hahnemanniana per i medici.
Ha fondato ed è il Presidente della Scuola Italiana di Omeopatia Hahnemanniana
.

Nell’ambito della medicina, l’omeopatia hahnemanniana si colloca nel pieno della tradizione scientifica neo-ippocratica, ossia della scienza dell’individualizzazione del singolo malato riconosciuto nel suo personale stato di malattia. Nel ‘700 Samuele Hahenemann, nel formulare sperimentalmente i principi fondamentali della medicina omeopatica, giunse -da vero clinico/medico moderno- ad avvalorare ed a riaffermare l’importanza di quella ricerca clinica biotipologica che, nella storia della medicina, costituisce, da Ippocrate in poi, l’ampio capitolo della cosiddetta scienza delle costituzioni.
Egli, nel condurre con metodo galileiano la ricerca sperimentale direttamente su uomo sano, dettò i capisaldi di una metodologia di studio, fisiopatologico e clinico, unica nel suo genere. Una metodologia capace di indagare, sopportando il peso della riprova e della verifica sperimentale, le modalità reattive e difensive, costituzionali e temperamentali, del singolo individuo, compreso nella sua unità ed irripetibilità biologica.
Oggi la medicina omeopatica hahnemmanniana ha alle spalle oltre duecento anni di ricerca e di pratica clinica, sviluppate secondo le modalità scientifiche sperimentali codificate dall’Hahnemann e valorizzate alla luce delle conoscenze della clinica patogenetica moderna. Una lunga pratica medica fatta di centinaia di migliaia di casi, guidati alla luce del principio dell’individualizzazione clinica, comparando analogicamente i risultati della ricerca sperimentale su un uomo sano con la realtà fisiopatologia unitaria, funzionale ed organica, del malato, secondo l’antico principio ippocratico della similitudine: similia similibus curentur. In tal senso l’omeopatia, nella sua realtà hahnemanniana, diviene la medicina della persona umana, ossia la scienza medica che “personalizza” ogni malato nella diagnosi e nella terapia, che per questo è individualizzata. Il malato viene studiato e curato, favente deo, nella sua irripetibilità di persona, nell’originalità del suo essere individuo, compositum unitario di spirito, mente e corpo. Non medicina quindi per la “malattia”, ma medicina per il malato, con una clinica fondata sulla ricerca biotipogenetica ed eziopatogenetica personale ed una terapia in accordo, per similitudine, con l’individualità fisiologica e patologica, compresa nel correlazionismo unitario delle polimorfe manifestazioni.
È questo il fatto clinico ippocratico, antico e modernissimo ad un tempo, che oggi torna a rappresentare il futuro verso cui la ricerca medica si proietta tutta: personalizzare la terapia. Un futuro che l’omeopatia hahnemanniana conosce e pratica da oltre 200 anni.