MTM n°7
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 3 - Numero 1/2 - gen/apr 2004
Il medico Generico
 


Dott. Luigi Guacci
Dott. Luigi Guacci

Anno 3 - Numero 1/2
gen/apr 2004


I ricatti del paziente
di Luigi Guacci
Intervista al Dott. Sandro Magnanelli

Sandro Magnanelli
Specializzato in Medicina interna e in Ematologia. Ha frequentato la terza Clinica Medica facendo ricerca e pubblicazioni nel campo della Batteriologia, e per approfondire alcuni argomenti è anche stato un anno a Londra. Fa parte della Medicina di base dal 1995. Promotore della Cooperativa Sociale Salute e Territorio del Torrino a Roma.

Dr. Magnanelli, è soddisfatto della professione e del suo curriculum?
Sono soddisfattissimo. Non ho rimpianti e rifarei tutto da capo.
Quali sono i suoi rapporti con i Sindacati?
Sono iscritto alla Fimmg e ritengo che il suo ruolo sia fondamentale per la Categoria, ma non partecipo alle sue riunioni. Ciò che mi interessa a questo riguardo non è tanto ovviamente la contrattazione finanziaria, quanto comprendere il progetto di cui si sente parlare da più parti, di incorporarci in megastrutture [Utap]. Il nostro lavoro, a parer mio, verrebbe così spersonalizzato a scapito del rapporto medico-paziente. Questo è fondamentale, è quello che gratifica il nostro lavoro e gli dà gli stimoli giusti per fare sempre meglio.
È cambiato qualcosa da quando ha iniziato ad oggi?
Sebbene siano pochi questi nove anni, io trovo che sia cambiato qualcosa, anche nei pazienti stessi, che sono sempre più esigenti: per esempio mal sopportano di trovare il telefono occupato. In più pretendono di avere prescritti farmaci con nota Cuf pur non essendo nella patologia di riferimento, e pretendono tutti di fare gli esami più costosi, grazie ai media, anche quando non servirebbero. E il medico deve far ricorso a tutta la sua capacità persuasiva, perché - ricordiamolo, e lo dicono anche i vecchi medici - nessuno ci ha mai protetto dal ricatto della revoca.
Ha altre lamentele?
Certo, il medico di base è veramente solo e devo lamentare l'assoluta mancanza di collaborazione e l'assoluta incomunicabilità che esiste con gli Specialisti e soprattutto con gli Assistenti degli Ospedali.


Cooperativa socio-sanitaria
Salute e territorio del Torrino

Neonata, sotto la spinta dei Medici di base della zona, con lo scopo di promuovere una fattiva aggregazione degli stessi medici, per cercare di coprire le carenze delle Asl sul territorio nell'interesse del paziente. Questo progetto viene concordato con la Fimmg e con la Asl e si propone di fare molte cose, come per esempio: tenere uno studio aperto a turno nei giorni festivi, assistenza domiciliare ad anziani e handicappati, assistenza ai pazienti dimessi troppo presto dagli Ospedali specie dopo interventi chirurgici, ecc…
Per saperne di più: www.saluteterritorio.org


Pazienti illustrissimi
“Anche le emorroidi hanno fatto la storia. L’enigma di Waterloo ha costituito per oltre 50 anni un vero rebus per gli storici. Poi finalmente si è riusciti a sapere perché la notte del 17 giugno 1815 i generali francesi attesero invano gli ordini di Napoleone Bonaparte per dare il colpo finale nella battaglia. Questa la scena. L’Imperatore è in preda ad un dolorosissimo attacco acuto di emorroidi: i suoi fidi gli applicano impacchi di acetato di piombo sulla parte turgida e infiammata. In questo momento i suoi pensieri sono tutti concentrati sul suo augusto fiammeggiante sedere. Nel frattempo, approfittando del fatto che i francesi non si decidono ad attaccare, i prussiani di Blucher -sconfitti il giorno prima- hanno il tempo di riorganizzarsi e riunirsi a Worlox alle truppe inglesi. Quando le truppe francesi si rifanno vive, incontrano una resistenza inaspettata, e debbono soccombere dinanzi al violento contrattacco degli inglesi, mentre Napoleone a cavallo -precipitosamente rientrato sul teatro della battaglia - urla insieme grida di incitamento e di dolore. Poi, svenuto, viene portato al quartier generale: ha ingerito troppo laudano contro il dolore…”
L. Sterpellone - Pazienti illustrissimi…
1985 - Antonio Delfino Editore


Dubbi medici
Nella mia lunga esperienza professionale ho notato che i pazienti affetti da cancro della prostata, una volta sottoposti a biopsia e/o a intervento radicale, hanno quasi immancabilmente ripetizioni metastatiche con le note conseguenze quoad vitam. Invece gli "sfortunati" che per ragioni cardiache o per altro vengono direttamente sottoposti a terapia antiandrogena hanno una attesa e qualità di vita di gran lunga migliore. Del resto tutti sappiamo che questa neoplasia, una volta uscita dalla capsula prostatica non è più controllabile. Possibile che questa constatazione non abbia mai posto dei dubbi?
lguacci@libero.it