MTM n°7
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 3 - Numero 1/2 - gen/apr 2004
L'altra medicina
 


Anno 3 - Numero 1/2
gen/apr 2004

Il ruolo degli ordini musulmani e cristiani è stato essenziale nell’assimilazione e trasmissione del sapere galenico, della farmacologia e della farmaceutica.


La trasmissione del sapere medico nel medioevo
Esercizio della medicina come vocazione religiosa
di Fabrizio Speziale

Dottore di ricerca in antropologia sociale e storica.
Insegna antropologia sociale nella IIª Facoltà di Medicina
e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza.

Il sapere scientifico, e quello medico in particolare, costituiscono un ambito privilegiato al fine di delineare i rapporti intercorsi fra la storia della civilizzazione islamica e dell’occidente cristiano. Fin dai primi secoli della sua esistenza, la cultura islamica operò in ambito scientifico una poderosa sintesi di saperi di origine più antica, grazie anche al sostanziale apporto di dotti e medici cristiani nestoriani, ebrei, iraniani ed indiani. Attraverso la traduzione in latino dei testi arabi, l’occidente cristiano si riappropriò in epoca medievale della dottrina galenica e del sapere greco, alla base anche delle discipline islamiche, e opere come il Canone di Avicenna [m. 1037] furono studiate e pubblicate in Europa fino agli albori dell’epoca moderna. L’eredità islamica è ancora oggi ben visibile nella struttura di un qualunque ospedale occidentale, la cui organizzazione in reparti ambulatoriali e di degenza, distinti per sesso, per discipline specialistiche, ecc., ricalca fedelmente il modello dell’ospedale islamico.
Un’importante analogia spesso ignorata, anche dagli storici della medicina, è quella fra il ruolo svolto dalle confraternite di entrambe le religioni nella trasmissione del sapere medico. Gli ordini religiosi musulmani connessi al sufismo, la principale dottrina esoterica dell’Islam, hanno svolto in tale ambito una funzione che presenta importanti affinità [nonché significative differenze] con quella delle confraternite cristiane. L’analogia non riguarda solo i più evidenti aspetti religiosi della medicina popolare, come il valore terapeutico ascritto finanche ai nostri giorni al culto dei santi in entrambe le culture. Il ruolo degli ordini musulmani e cristiani è stato altresì essenziale nell’assimilazione e trasmissione del sapere galenico, della farmacologia e della farmaceutica, un riflesso della più ampia influenza esercitata dagli ordini religiosi sulla trasmissione del pensiero scientifico nel mondo islamico e cristiano d’epoca medievale e moderna. Il parallelismo più rilevante in ambito medico è costituito certamente dall’importanza occupata nella storia delle società cristiana e musulmana da ospedali, ospizi e farmacie annessi alle istituzioni religiose delle confraternite.
Il ruolo medico connaturato degli ordini, è connesso al fatto che in entrambe le tradizioni, l’esercizio della medicina e l’assistenza ai sofferenti, sono in primo luogo una vocazione religiosa e spirituale, sancita dal modello dei fondatori delle due religioni, Gesù e Muhammad, i quali furono entrambi dei guaritori. Nel mondo islamico, i detti del profeta Muhammad sulla medicina furono raccolti in una lettura specialistica nota come Medicina profetica, ed alcuni autori, ricollegandosi alle figure dei profeti preislamici del monoteismo come Idris [Il biblico Enoch] e Salomone, considerati i fondatori delle scienze fra il genere umano, riaffermarono il concetto, ben più antico dell’Islam, secondo il quale l’origine della scienza consiste nella rivelazione divina. Nel sufismo, la relazione con la sfera trascendente permea di se anche il livello conoscitivo e teorico, in quanto l’ordine e le leggi delle scienze naturali altro non sono che riflessi simbolici di un ordine metafisico, e il loro fine è dunque quello di consentire la comprensione della sapienza di Dio. Un concetto che, tenendo conto delle debite differenze, rievoca quel finalismo teleologico che contribuì non poco a rendere la dottrina di Galeno ben accetta sia fra i padri della chiesa sia negli ambienti religiosi musulmani.