MTM n°7
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 3 - Numero 3/4 - mag/ago 2004
Editoriale
 


Dott. Eugenio Raimondo
Il Dott. Eugenio Raimondo
Direttore scientifico e responsabile editoriale.



Anno 3 - Numero 3/4
mag/ago 2004


Anche la medicina sta cambiando?
di Eugenio Raimondo

direttore@mtmweb.it

La posizione espressa dalla Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici di considerare “atto medico” l’esercizio delle nove Medicine Non Convenzionali e lo stop del Comitato Nazionale di Bioetica al loro riconoscimento scientifico, ci ha spinto a dedicare uno Speciale alle Mnc per iniziare un dialogo con l’Altra Medicina.
La domanda si impone: perché un numero sempre crescente di persone fanno ricorso ai trattamenti terapeutici delle Mnc?
Le ragioni di questo cambiamento sono molteplici: le Mnc riscoprono la globalità dell’atto medico, mettono in discussione proprio la concezione meccanicistica dell’organismo umano e della natura e, per converso, sottolineano la visione olistica dell’essere umano. Infatti non curano la malattia bensì il malato. La malattia è il segnale di un disagio più profondo che coinvolge l’intera sfera dell’individuo preso non semplicemente come un insieme di meccanismi biochimici. Le Mnc si vogliono occupare della salute intesa come una condizione generale di benessere. Concetto che è poi conforme alla nuova definizione di salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità come «stato di benessere fisico, psichico e sociale, complessivo, e non solo come assenza di malattia».
Tornando ai cambiamenti che sembrano mettere in discussione anche i principi epistemologici della ricerca medica, l’omeopatia, per esempio, utilizza farmaci costituiti da un solvente in cui proprio per l’alta diluizione non contengono più molecole del principio attivo. La caratteristica del farmaco omeopatico è proprio questa: nel solvente rimane impresso, come lo chiamava Paracelso, un Arcanum della sostanza disciolta ma che è, ad oggi, un fenomeno praticamente impossibile da dimostrare scientificamente ma che empiricamente sembra funzionare. Altrimenti come sarebbe possibile dopo duecento anni di pratica clinica omeopatica che migliaia di medici omeopati in tutto il mondo continuino a curare e altrettanti pazienti continuino a guarire? Sono tutti suggestionati dall’effetto placebo? E cosa dire dei risultati positivi ottenuti in Francia e nel Nord dell’Italia dove l’omeopatia è impiegata negli allevamenti industriali e nelle scuderie? Anche gli animali subiscono l’effetto placebo? Dice giustamente Giuseppe Del Barone, Presidente della Fnomceo, nel Rapporto sull’omeopatia 2003: «Il fatto che una metodica sia dotata di un Dna che ci è ancora sconosciuto, non vuol dire che ne sia priva o che quel determinato Dna sia privo di credibilità».
La salute non può essere un bene acquistabile tramite il consumo di determinate terapie o prodotti salutari. Richiede una condizione d’equilibrio con noi stessi, gli altri e l’ambiente per raggiungere quel benessere che la medicina da sola non può dare.


Lettere al Direttore

Gentile Direttore,
Sono rimasto favorevolmente colpito dal precedente numero della vostra rivista. Ha destato il mio interesse lo speciale dedicato all'inquinamento atmosferico. La nostra salute è sottoposta continuamente ad attacchi difficili da combattere soprattutto vivendo in una città come Roma. Come possiamo tutelare la nostra salute di fronte anche all'ingerenza di interessi economici che spesso travalicano quelli sociali? [Giuseppe Pansa]

Caro lettore,
ritengo che tutelare la nostra salute non sia solo respirare e mangiare bene. Tutto ciò è inutile se viviamo male con noi stessi e con gli altri. La prima ricerca è la serenità, un equilibrio ed una armonia interiori che ci portano ad aprire canali di tolleranza e di adattabilità verso stimoli esterni nocivi. Ovviamente è necessario controllare la nostra alimentazione cercando di finire il nostro pasto non completamente sazi, dissociando le proteine [carne, pesce, uova, ecc.] dai carboidrati [pasta, pane, pizza, ecc.], mangiando la frutta lontano dai pasti principali, aggiungendo alla dieta frutta secca in poca quantità [noci, mandorle]. Si diceva: «i legumi sono la carne dei poveri». È indubbio il loro apporto proteico. Mangiare meno carne riduce i tumori del grosso intestino ed anche le malattie dovute agli ormoni e ad altre sostanze introdotte illegalmente negli allevamenti. Attenzione alle allergie respiratorie in aumento per l'inquinamento atmosferico. Per questo è bene desensibilizzarsi con vaccini e non fumare. È salutare trascorrere il fine settimana al mare anche d' inverno (per quelle risorse di iodio importanti per la nostra tiroide) ed in collina d'estate. Infine, l'interesse economico è il male del secolo. È importante scegliere bene chi ci rappresenta, persone sensibili alla nostra salute che mettono al centro dei valori il malato e non la sua malattia. Attenzione agli Ogm e camminare di più .
Dott. E. Raimondo